Domanda all’artista: Giorgio Riva

Oggi per la rubrica Domanda all’artista abbiamo il piacere di ospitare il giovane artista lombardo Giorgio Riva, classe ’75, che partecipa al progetto Arte Italiana Contemporanea in Olanda dall’ agosto 2020 con le sue opere simboliche e decorative: conosciuto tre anni fa durante una fiera d’arte nella bergamasca, l’artista italiano ha solleticato subito la mia curiosità critica per il suo stile elegante, signorile ed introverso che trasmette una ricercata calma interiore e che riflette in pieno la personalità emotiva del pittore stesso. Dopo anni di sperimentazione con tecniche diverse, dal pastello alla bomboletta spray, dalla china al colore ad olio, Giorgio Riva ha raggiunto una sua personale cifra stilistica grazie ad un mix di tecniche sovrapposte su più livelli che utilizzano sempre come base il supporto ligneo, materiale vivo che stimola ad interpretare la figura umana in una versione onirica e trascendentale che ricorda l’Art Nouveau (1890-1910). Nelle sue opere gli spazi sono sospesi nel tempo e trasmettono calma e armonia grazie al colore; all’interno di questi, la figura simbolica e decorativa si definisce con i chiaroscuri strutturati da piccoli occhielli grafici rielaborati che simboleggiano armonia, bellezza formale, introspezione e privacy personale. La poetica artistica di Giorgio Riva è già conosciuta tra i collezionisti nel nord Italia ed in America in cui l’Art Decò rimase in voga fino agli anni ’40 del secolo scorso. L’artista è ora presente sul territorio olandese nella Manzoni Kunst Galerie a Oosterwolde.

Ma è giunto il tempo di conoscere meglio Giorgio Riva:

Parlaci della tua arte. Come e quando sei rinato artista?

Diciamo che mi sono sempre sentito artista, il mio sogno da bambino era di diventare pittore, da sempre ho disegnato per necessità, nell’adolescenza è stato un modo per esprimere la rabbia, la paura, l’angoscia del diventare grandi, i disegni di quel periodo erano realizzati su cartoncino bianco con l’utilizzo della china nera ed erano piuttosto drammatici. In età adulta è stato, ed è, un modo per esprimere le mie emozioni e dare un senso alla mia vita: le figure che dipingo non sono più drammatiche ma rappresentano nella loro calma e nella loro pace, una sorta di equilibrio psico-fisico che credo di aver raggiunto. Nel tempo ho cercato nuove espressioni e nuove tecniche espressive, passando dai pastelli a cera alle bombolette spray, alla pittura ad olio fino ad approdare quasi per caso al mix di tecniche che ancora oggi utilizzo e che consiste nel sovrapporre tra di loro colori acrilici e pastelli colorati utilizzando come supporto una tavola in legno trattata con colori acrilici molto diluiti.

Nei tuoi pannelli presenti per la maggiore parte dei casi delle bellissime figure femminili con gli occhi chiusi o semi-aperti, come mai? Chi ti ispira: hai una musa ispiratrice?

Le donne che dipingo hanno spesso gli occhi chiusi perché amo catturarle in momenti di pace e calma interiore. Oltre agli occhi chiusi amo trasmettere i concetti di calma e grazia anche attraverso la gestualità delle mani e attraverso i movimenti fluttuanti dei capelli. Una vera musa ispiratrice non esiste, diciamo che quello a cui mi ispiro è una bellezza idealizzata, e la figura femminile è a mio parere la massima espressione.

Nei tuoi lavori il tempo si ferma e si entra in uno stato di calma e trascendenza. Anche nella vita reale l’artista Giorgio Riva segue questa filosofia?

Sicuramente sono una persona calma e tranquilla nella vita di tutti i giorni, diciamo che quando dipingo lo sono ancora di più, è come se entrassi in una bolla creativa isolandomi dal mondo. Il mio momento preferito per dipingere è la sera quando tutto intorno a me è calmo e silenzioso.

Come scegli i pannelli di legno giusti? Cosa significa utilizzare questo materiale naturale?

Per i miei quadri il supporto ligneo è fondamentale, il legno è un materiale che amo e che conosco molto bene. Solitamente utilizzo pannelli in multistrato di betulla o di pioppo. Quando preparo una tavola scelgo con cura quali venature inserire nel fondo dei miei quadri, questo mi permette di sfruttare ciò che la natura ha creato, per dare movimento e pathos ai miei quadri.

Cosa vedi nel prossimo futuro? Hai qualche progetto nel cassetto?

Nel prossimo futuro sogno di organizzare una mostra in una location magica che insieme ai miei quadri sappia trasportare il visitatore in una atmosfera onirica e senza tempo. Mi piacerebbe molto esporre a Berlino e a Dublino, due città che amo molto.

Ringrazio di cuore Giorgio Riva per il tempo che ci ha dedicato e per la fiducia che ripone nel progetto. Ricordo ai lettori che possono visitare on-line la pagina dedicata all’artista su http://www.criticoarte.org (Giorgio Riva – Italian art by ELisa Manzoni (criticoarte.org)), oppure venire a visionare le sue opere direttamente in galleria prendendo appuntamento mandando una mail a elisavosmanzoni@gmail.com.

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