Domanda all’artista: Elisabetta Maistrello

Inauguriamo questa Primavera 2021 con l’Eccentrismo Cromatico di Elisabetta Maistrello, vicentina di nascita ma residente a Padova da molto tempo, che fa esplodere la tavolozza dei colori nei suoi ritratti femminili. Con la sua sensibilità e grazie alla precisione tecnica, l’artista è arrivata ad una sintesi pittorica di innegabile fascino che dà vita ad opere figurative di forte impatto visivo ed emotivo. L’uso sontuoso della materia, le attente vibrazioni luminose ed il gesto rapido, istintivo ed espressionistico dato dalla perfetta combinazione di spatolate, decise ed armoniose, e di leggeri tocchi in punta di pennello, rendono di ampio respiro internazionale la produzione artistica di Elisabetta Maistrello. Già conosciuta in America, in Russia, in Cina, in Francia ed in Spagna l’artista italiana è oggi presente sul territorio Olandese con il progetto Arte Italiana Contemporanea in Olanda sostenuto dalla Manzoni Kunst Galerie a Oosterwolde.

Ma passiamo finalmente all’intervista:

Sei figlia d’arte del mondo orafo e, pur essendo orafa anche tu, ti esprimi anche nella pittura: come e quando è nato l’amore per l’arte pittorica e particolarmente per il ritratto femminile?

In una parola, atipico. Sono quella che si definisce un’artista autodidatta. Ho sempre sentito nel sangue una vena d’arte che pulsava. Ho respirato l’arte orafa grazie all’azienda di famiglia fin da piccina e con il tempo questa creatività l’ho espressa nella creazione di gioielli. Ma è la pittura la mia vera natura artistica. Non ho frequentato accademie o scuole d’arte; eppure, ho sentito forte il desiderio di intraprendere degli studi, così mi sono affidata al Maestro vicentino Vincenzo Ursoleo e per quattro anni sono stata una sua allieva. Ho sperimentato anche l’iperrealismo di Luigi Pellanda ma, capendo sin da subito che non era il mio genere, mi sono comunque portata a casa tanti spunti per quella che sarebbe diventata la mia forma personale d’arte. Per sopperire alla mancanza accademica ho divorato un sacco di libri d’arte, ero alla ricerca della mia vena stilistica e studiando i grandi del passato mi rendevo conto che alcuni mi risuonavano dentro più di altri, dovevo capire il perché. Con il tempo ho trovato il mio mood, il mio codice stilistico che esprime bene chi sono e cosa voglio comunicare con le mie opere. Mi sono sempre definita un’espressionista, un’istintiva e gestuale. Ho creato un neologismo grazie alle mie opere che ho chiamato Eccentrismo Cromatico. 

Nelle tue tele rappresenti la donna e la sua anima multi sfaccettata ma chi ti ispira? Hai delle modelle? Raccontaci delle tue protagoniste…

Il soggetto che prediligo è il ritratto di donna con cui trasmetto la gamma di emozioni a noi note. Quando una persona osserva una mia opera non cerca messaggi subliminali, legge sé stessa come io leggo l’emozione che mi ha spinto a fare quel volto particolare. In ogni dipinto c’è una me celata che esce dall’inconscio. Ognuno può immedesimarsi con ciò che sente nell’attimo in cui la osserva e, sembra strano, però potrebbe cambiare da un giorno all’altro. Non è un caso che dipinga sempre ritratti, potrebbe essere definita un’ossessione e per questo motivo ho voluto fare delle ricerche. Gli studiosi della psiche ne hanno dato una definizione affermando che il ritratto sia un desiderio smodato di ricerca del sé. Può davvero essere un viaggio del mio inconscio il cercare emozioni che non riconosco, parti di me ad oggi celate. Credo che ogni artista mentre dipinge percorre una strada dentro sé stesso, tutto può essere definito un autoritratto dell’anima, anche un quadro di un paesaggio, un opera astratta o un dipinto espressionista. Non ci sono studi dietro un mio quadro, nessun personaggio in particolare che mi ispiri o circostanze che mi possano illuminare. Dipingo quando l’istinto me lo richiede e guarda caso l’istinto parte sempre dall’Io più profondo.

Parliamo della tua tecnica pittorica che è in continua evoluzione come dimostra la tua ultima produzione. La tua arte è figurativa e prediligi la maniera espressionistica: cosa significa per te il colore? Come scegli i colori per i tuoi soggetti? Come lo stendi?

L’importanza del colore è dichiarata nel nome stesso che io ho scelto per il mio stile pittorico, “Eccentrismo cromatico”, espressione che unisce la spinta centrifuga delle pennellate alla potenza del colore. Le pennellate sono brevi e spesse, spesso materiche, e sembrano richiamare su larga scala i colpi delicati del cesello, strumento che io ho usato nella mia carriera precedente di orafa dell’oro e dell’argento. Ho tradotto nel campo pittorico le caratteristiche di quest’arte millenaria trasformando il cesello nel pennello fine che incide e scava il nero degli occhi, e lasciando al bianco, che sembra emergere in rilievo, il compito di donare luce allo sguardo e all’intera figura. Con gesto rapido e in modo istintivo, applico tocchi di colore sulla tela, dando forma all’informe. Qui non c’è bisogno di linee di contorno, se non di quelle appena accennate che costituiscono l’ombra del viso. Poi il volume si crea da sé. Il colore è sfatto, senza forma, pastoso e tenace sulla tela, ma tenuto insieme da una forza che lo costringe in forma e lo fa emergere dallo sfondo monocromo, per lo più chiaro, che si intravede sotto e dietro la figura come un colore aggiuntivo. Non scelgo il colore è il colore che sceglie me in una forma inconscia ed istintiva.

I tuoi ritratti sono molto richiesti anche oltre oceano. Ti è mai capitata una commissione particolare, magari su un supporto diverso? Potresti diventare “Rosalba Carriera” contemporanea…

Richieste ne ricevo moltissime ma mai nessuno ha mai chiesto supporti particolari perché si attengono al mio stile del momento. D’altro canto, sono io che non smetto mai di sperimentare e studiare tecniche nuove, ad oggi ho utilizzato vari supporti dalla tela all’alluminio vetrificato e ad atri materiali. Sarebbe un grande onore diventare “Rosalba Carriera” contemporanea, è un’artista che apprezzo molto ma non mi ritengo al suo altissimo livello.

Hai fondato il progetto “Arte in Movimento” per portare sulla strada la tua arte. Racconteresti ai lettori di cosa si tratta?

Il progetto è ARTE DA INDOSSARE, ARTE IN MOVIMENTO. Rappresenta un outfit che indossi e poi incornici quando senti che è il momento di farlo. Non è un indumento ma una vera e propria opera d’arte, dipinta a mano, certificata, numerata e unica (ogni immagine dipinta a mano è unica e non si ripete in nessun altro capo). Praticamente indossando un dipinto si diventa parte integrante dell’opera e promotrici assieme a me di ARTE IN MOVIMENTO. Non un’opera statica appesa solo ad una parete ma un’opera che cammina per le strade, nelle vie, nelle piazze; ovunque tu voglia. Questa idea è nata pensando a una vendita emozionale, e a restituire un valore simbolico all’arte contemporanea.

Ringraziando la totale disponibilità di Elisabetta Maistrello, ricordo ai lettori che potranno visionare le opere dell’artista anche sul sito criticoarte.org Elisabetta Maistrello – Italian art by ELisa Manzoni (criticoarte.org), e qui sotto troverete a vostra disposizione un video che mostra il progetto Art to Wear.

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