Domanda all’artista: Elisabetta Maistrello

Inauguriamo questa Primavera 2021 con l’Eccentrismo Cromatico di Elisabetta Maistrello, vicentina di nascita ma residente a Padova da molto tempo, che fa esplodere la tavolozza dei colori nei suoi ritratti femminili. Con la sua sensibilità e grazie alla precisione tecnica, l’artista è arrivata ad una sintesi pittorica di innegabile fascino che dà vita ad opere figurative di forte impatto visivo ed emotivo. L’uso sontuoso della materia, le attente vibrazioni luminose ed il gesto rapido, istintivo ed espressionistico dato dalla perfetta combinazione di spatolate, decise ed armoniose, e di leggeri tocchi in punta di pennello, rendono di ampio respiro internazionale la produzione artistica di Elisabetta Maistrello. Già conosciuta in America, in Russia, in Cina, in Francia ed in Spagna l’artista italiana è oggi presente sul territorio Olandese con il progetto Arte Italiana Contemporanea in Olanda sostenuto dalla Manzoni Kunst Galerie a Oosterwolde.

Ma passiamo finalmente all’intervista:

Sei figlia d’arte del mondo orafo e, pur essendo orafa anche tu, ti esprimi anche nella pittura: come e quando è nato l’amore per l’arte pittorica e particolarmente per il ritratto femminile?

In una parola, atipico. Sono quella che si definisce un’artista autodidatta. Ho sempre sentito nel sangue una vena d’arte che pulsava. Ho respirato l’arte orafa grazie all’azienda di famiglia fin da piccina e con il tempo questa creatività l’ho espressa nella creazione di gioielli. Ma è la pittura la mia vera natura artistica. Non ho frequentato accademie o scuole d’arte; eppure, ho sentito forte il desiderio di intraprendere degli studi, così mi sono affidata al Maestro vicentino Vincenzo Ursoleo e per quattro anni sono stata una sua allieva. Ho sperimentato anche l’iperrealismo di Luigi Pellanda ma, capendo sin da subito che non era il mio genere, mi sono comunque portata a casa tanti spunti per quella che sarebbe diventata la mia forma personale d’arte. Per sopperire alla mancanza accademica ho divorato un sacco di libri d’arte, ero alla ricerca della mia vena stilistica e studiando i grandi del passato mi rendevo conto che alcuni mi risuonavano dentro più di altri, dovevo capire il perché. Con il tempo ho trovato il mio mood, il mio codice stilistico che esprime bene chi sono e cosa voglio comunicare con le mie opere. Mi sono sempre definita un’espressionista, un’istintiva e gestuale. Ho creato un neologismo grazie alle mie opere che ho chiamato Eccentrismo Cromatico. 

Nelle tue tele rappresenti la donna e la sua anima multi sfaccettata ma chi ti ispira? Hai delle modelle? Raccontaci delle tue protagoniste…

Il soggetto che prediligo è il ritratto di donna con cui trasmetto la gamma di emozioni a noi note. Quando una persona osserva una mia opera non cerca messaggi subliminali, legge sé stessa come io leggo l’emozione che mi ha spinto a fare quel volto particolare. In ogni dipinto c’è una me celata che esce dall’inconscio. Ognuno può immedesimarsi con ciò che sente nell’attimo in cui la osserva e, sembra strano, però potrebbe cambiare da un giorno all’altro. Non è un caso che dipinga sempre ritratti, potrebbe essere definita un’ossessione e per questo motivo ho voluto fare delle ricerche. Gli studiosi della psiche ne hanno dato una definizione affermando che il ritratto sia un desiderio smodato di ricerca del sé. Può davvero essere un viaggio del mio inconscio il cercare emozioni che non riconosco, parti di me ad oggi celate. Credo che ogni artista mentre dipinge percorre una strada dentro sé stesso, tutto può essere definito un autoritratto dell’anima, anche un quadro di un paesaggio, un opera astratta o un dipinto espressionista. Non ci sono studi dietro un mio quadro, nessun personaggio in particolare che mi ispiri o circostanze che mi possano illuminare. Dipingo quando l’istinto me lo richiede e guarda caso l’istinto parte sempre dall’Io più profondo.

Parliamo della tua tecnica pittorica che è in continua evoluzione come dimostra la tua ultima produzione. La tua arte è figurativa e prediligi la maniera espressionistica: cosa significa per te il colore? Come scegli i colori per i tuoi soggetti? Come lo stendi?

L’importanza del colore è dichiarata nel nome stesso che io ho scelto per il mio stile pittorico, “Eccentrismo cromatico”, espressione che unisce la spinta centrifuga delle pennellate alla potenza del colore. Le pennellate sono brevi e spesse, spesso materiche, e sembrano richiamare su larga scala i colpi delicati del cesello, strumento che io ho usato nella mia carriera precedente di orafa dell’oro e dell’argento. Ho tradotto nel campo pittorico le caratteristiche di quest’arte millenaria trasformando il cesello nel pennello fine che incide e scava il nero degli occhi, e lasciando al bianco, che sembra emergere in rilievo, il compito di donare luce allo sguardo e all’intera figura. Con gesto rapido e in modo istintivo, applico tocchi di colore sulla tela, dando forma all’informe. Qui non c’è bisogno di linee di contorno, se non di quelle appena accennate che costituiscono l’ombra del viso. Poi il volume si crea da sé. Il colore è sfatto, senza forma, pastoso e tenace sulla tela, ma tenuto insieme da una forza che lo costringe in forma e lo fa emergere dallo sfondo monocromo, per lo più chiaro, che si intravede sotto e dietro la figura come un colore aggiuntivo. Non scelgo il colore è il colore che sceglie me in una forma inconscia ed istintiva.

I tuoi ritratti sono molto richiesti anche oltre oceano. Ti è mai capitata una commissione particolare, magari su un supporto diverso? Potresti diventare “Rosalba Carriera” contemporanea…

Richieste ne ricevo moltissime ma mai nessuno ha mai chiesto supporti particolari perché si attengono al mio stile del momento. D’altro canto, sono io che non smetto mai di sperimentare e studiare tecniche nuove, ad oggi ho utilizzato vari supporti dalla tela all’alluminio vetrificato e ad atri materiali. Sarebbe un grande onore diventare “Rosalba Carriera” contemporanea, è un’artista che apprezzo molto ma non mi ritengo al suo altissimo livello.

Hai fondato il progetto “Arte in Movimento” per portare sulla strada la tua arte. Racconteresti ai lettori di cosa si tratta?

Il progetto è ARTE DA INDOSSARE, ARTE IN MOVIMENTO. Rappresenta un outfit che indossi e poi incornici quando senti che è il momento di farlo. Non è un indumento ma una vera e propria opera d’arte, dipinta a mano, certificata, numerata e unica (ogni immagine dipinta a mano è unica e non si ripete in nessun altro capo). Praticamente indossando un dipinto si diventa parte integrante dell’opera e promotrici assieme a me di ARTE IN MOVIMENTO. Non un’opera statica appesa solo ad una parete ma un’opera che cammina per le strade, nelle vie, nelle piazze; ovunque tu voglia. Questa idea è nata pensando a una vendita emozionale, e a restituire un valore simbolico all’arte contemporanea.

Ringraziando la totale disponibilità di Elisabetta Maistrello, ricordo ai lettori che potranno visionare le opere dell’artista anche sul sito criticoarte.org Elisabetta Maistrello – Italian art by ELisa Manzoni (criticoarte.org), e qui sotto troverete a vostra disposizione un video che mostra il progetto Art to Wear.

Vraag aan de kunstenaar: Gianluca Cremonesi

Zoals een oud Italiaans gezegde luidt: “De tijd vliegt”, en eigenlijk zijn we al aan de vierde afspraak van de kolom “Vraag aan de kunstenaar” toegekomen. Vandaag hebben we het genoegen om als gast Gianluca Cremonesi te hebben, een jonge kunstenaar uit Ripalta Cremasca (een klein stadje in de buurt van Milaan), die ik ongeveer drie jaar geleden bijna toevallig ontmoette in Treviglio (in de provincie Bergamo): zijn werken trekken onmiddellijk, zelfs de meest verwarde toeschouwer, dankzij de diepe emotionele artistieke waarde en de grote en precieze techniek van de uitvoering van de olieverf. Het is niet verwonderlijk dat Gianluca Cremonesi’s kunst al aanwezig is in privécollecties in Italië, de Verenigde Staten, Japan, Canada, Finland, Engeland, Ierland, Australië, Hong Kong en Zuid-Afrika, en nu wil hij zich ook in Nederland bekendmaken: juist daarom heeft hij zich vanaf het begin met veel enthousiasme aanvaard om deel uit te maken van het project Contemporary Italian Art in Nederland. De schilder uit Lombardije is altijd al geïnteresseerd geweest in de wereld van de kunst en na verschillende artistieke experimenten en dankzij zijn passie voor de natuur heeft de olieverfschilderij zeker zijn hart veroverd: in deze laatste periode is het favoriete onderwerp van Gianluca Cremonesi de zee, een zee in voortdurende evolutie en symbool van het oneindige en het onbekende, die tegenstrijdige emoties en sensaties oproept en die de geest van de kunstenaar laat zien.

Laten we nu verder gaan met de vragen om Gianluca Cremonesi beter te leren kennen:

Wat denkt Gianluca Cremonesi, de kunstenaar, terwijl hij schildert? In wat voor wereld bevindt hij zich als hij het penseel oppakt en de kleuren op het palet mengt?

Ik moet zeggen dat het antwoord deels vervat zit in de vraag: je vraagt me in wat voor wereld ik me bevind terwijl ik schilder, nou dit is het geheim, terwijl ik schilder leef ik in een eigen wereld, een serene, vredige wereld, waar alleen ik met mijn kleuren en een doek waarop ik mijn emoties kan vertellen, soms kan ik me zo in het doek onderdompelen dat ik niet eens merk wat er om me heen gebeurt, alsof een meter van de ezel de wereld wazig wordt.

U bent de schilder van WATER en uw zeeën zijn allemaal verschillend: waarom koos u dit onderwerp, dat zo moeilijk uit te voeren is, voor uw artistieke productie?

Ik denk dat het uiteindelijk de zee was die mij koos! Ik ben al sinds mijn jeugd gepassioneerd door kunst en heb veel technieken en kunstuitingen uitgeprobeerd, ik heb veel verschillende onderwerpen geschilderd; Met de volwassenheid realiseerde ik me dat de olie mijn ware passie was en het medium dat het beste bij mijn manier van schilderen paste, na enkele jaren waarin ik vooral onderwerpen schilderde die geïnspireerd waren door Japan en zijn tradities, vond ik op een dag tijdens het schilderen van een uitzicht op Okinawa (een van de vele eilanden van Japan) dat ik de golven schilderde en dat er iets in me klikte, een soort bliksemschicht, alsof het schilderen van de golven natuurlijk was en me goede gevoelens gaf. …vanaf dat moment ben ik nooit meer gestopt! Uiteraard is er aan de basis een diepe liefde voor de natuur, voor de zee in het bijzonder, die voor mij een metafoor is voor het leven: de golven van de zee zijn vergelijkbaar met het leven van een man, ze worden geboren, groeien, bereiken hun hoogtepunt en rollen dan onvermijdelijk naar de laatste handeling die het strand omarmt, waardoor er ruimte is voor de volgende golf; wij mensen zijn een beetje zoals dat, we moeten ons “ras” op de beste manier leven!

De zee zou ook tot uitdrukking kunnen komen in andere kunstvormen, zoals de beeldhouwkunst, en in andere stijlen, zoals het abstracte: wat heeft de figuratieve olieverfschilderkunst boven andere kunstvormen?

Ik hou van alle vormen van kunst en artistieke expressie, maar ik vind dat het olieverfschilderij voor mij een streepje voor heeft. Vanuit een strikt technisch oogpunt kan ik zeggen dat olieverf een bepaalde schittering en helderheid heeft, wetende de mate van dekking van de kleuren kun je sluiers, dat wil zeggen lagen van kleur meer of minder transparant, om diepte en schittering te garanderen en de onderwerpen levendig en realistisch te maken. In de loop der jaren heb ik een zeer persoonlijke schildertechniek ontwikkeld, waarvan de basis teruggaat tot de techniek die in de vijftiende eeuw door de Vlamingen werd ontwikkeld, die in feite de eerste waren om door middel van opeenvolgende kleurlagen verder te gaan. Vanuit een emotioneel oogpunt kan ik u vertellen dat de keuze van het realisme in wezen te wijten is aan een persoonlijke smaak, ik vind dat het picturale realisme mij directe emoties overbrengt, eenvoudig, er is geen behoefte aan vreemde lucubraties of interpretaties. De onderwerpen zijn eenvoudig, misschien zal iemand zeggen banaal, maar ze geven onmiddellijke en diepe gevoelens.

Laten we het over de toekomst hebben. U heeft al werken van klein formaat en zelfs bladwijzers gemaakt om plaats te maken voor het altijd dragen van uw werken: voor 2021 plant u in plaats daarvan een koerswijziging misschien met de creatie van werken van zeer groot formaat of een echte merchandising?

Ik zou zeggen allebei! Ik ben bezig met de voorbereiding van een serie vrij grote, dikke doeken van 70 x 140 cm. die mij in staat stellen om onderwerpen met een sterke impact te creëren; het idee is om een aantal ervan voor te bereiden in afwachting van mijn volgende solotentoonstelling die ik aan het einde van deze specifieke periode zal definiëren. Tegelijkertijd wil ik doorgaan met het maken van miniatuurwerken op kleine doeken of kleine borden, maar ook werken op papier en boekenleggers; het doel is om originele handgeschilderde werken te hebben met dezelfde vaardigheid als de grote werken, maar goedkoop en betaalbaar voor iedereen, zodat iedereen een kleine zee mee kan nemen of op het bureau in het kantoor kan zetten om de dagen te kleuren.

Laatste vraag en misschien wel de meest intieme. Waarom ben je een kunstenaar en in het bijzonder een schilder? Hoe belangrijk is kunst in je leven geweest en vooral in 2020, een catastrofaal jaar voor de hele wereld vanwege Covid-19?

Dit is misschien wel de moeilijkste vraag om te beantwoorden…. Ik denk dat het iets aangeboren is, diep geworteld in mij. Zoals ik al eerder zei, kunst heeft me altijd aangetrokken, zodra ik een potlood in mijn hand had begon ik te tekenen en te rommelen, ik genoot van het reproduceren van de covers van rockplaten die me in mijn puberteit vergezelden, of het portretteren van de helden van films of stripverhalen. In principe is het voor mij altijd een behoefte geweest, een uitlaatklep, een manier om mijzelf uit te drukken en het is nog steeds, misschien op een meer volwassen en bedachtzame manier, maar de geest is altijd hetzelfde en ik zal nooit het verlangen verliezen om te evolueren en te leren, nieuwsgierigheid is de basis van mijn passie. De kunst heeft me vele malen gered van trieste en moeilijke momenten, vooral in 2020, toen de lockdown en de pandemie ons heeft getroffen en beperkt, heeft de kunst me in staat gesteld om met mijn verbeelding te “reizen” en alle twijfels en angsten in verband met deze vreselijke situatie te ventileren. Dankzij mensen zoals jij is de kunst niet gestopt en zal niet stoppen! Goede kunst voor iedereen!

Ik wil Gianluca Cremonesi bedanken voor zijn vriendelijke beschikbaarheid voor zijn interventie die het mogelijk maakte zijn artistieke poëzie bekend te maken en bovenal wil ik hem bedanken voor het vertrouwen en de steun die hij geeft aan het project Italiaanse Hedendaagse Kunst in Nederland. Ik nodig u uit om een kijkje te nemen op de pagina gewijd aan hem op de website criticoarte.org waar u de werken kunt vinden die aanwezig zijn op het Nederlandse grondgebied: Gianluca Cremonesi – Italian art by ELisa Manzoni (criticoarte.org)

Ask the artist: Gianluca Cremonesi

As an old Italian saying goes, “Time flies”, and indeed we have already reached the fourth appointment of the “Ask the artist” column. Today we have the pleasure of having as our guest Gianluca Cremonesi, a young artist from Ripalta Cremasca (a town near Milan), whom I met almost by chance about three years ago in Treviglio (in the province of Bergamo): his works immediately attract even the most distracted observer, thanks to their profound emotional artistic value and the great and precise technique of oil painting. It is not surprising that Gianluca Cremonesi’s art can already be found in private collections in Italy, the United States, Japan, Canada, Finland, England, Ireland, Australia, Hong Kong and South Africa. And now his aim is to make himself known in the Netherlands as well: it is precisely for this reason that he accepted with great enthusiasm right from the start to become part of the Contemporary Italian Art in the Netherlands project. The painter from Lombardy has always been interested in the world of art and, after various artistic experiments and thanks to his passion for nature, realist oil painting has definitively conquered his heart: in this last period, Gianluca Cremonesi’s favourite subject is the sea, a sea in continuous evolution and symbol of the infinite and the unknown, which arouses contrasting emotions and sensations and which shows the spirit of the artist.

We now come to the questions to get to know Gianluca Cremonesi in more depth:

What is Gianluca Cremonesi, the artist, thinking while he paints? What kind of world is he in when he picks up his brush and mixes colours on the palette?

I must say that the answer is partly contained in the question: you ask me what kind of world I find myself in while I am painting, well this is the secret, while I am painting I live in a world of my own, a peaceful, tranquil world, where there is only me with my colours and a canvas on which to tell my emotions, sometimes I can immerse myself so much in the canvas that I do not even notice what is happening around me, as if a metre from the easel the world becomes blurred.

You are the painter of WATER and your seas are all different: why did you choose this subject, so difficult to execute, for your artistic production?

I think it was the sea that chose me in the end! I have been passionate about art since I was a boy and I have tried many techniques and artistic expressions, I have painted many different subjects; After several years in which I painted mainly subjects inspired by Japan and its traditions, one day while painting a view of Okinawa (one of the many islands of Japan) I found myself painting waves and something clicked in me, a sort of lightning bolt, as if painting the waves was natural and gave me good feelings … from there I have not stopped! Obviously there is a deep love for nature, for the sea in particular, which for me is a metaphor for life: the waves of the sea are comparable to the life of a man, they are born, grow, reach their peak and then inevitably roll towards the last act embracing the beach, thus making way for the next wave; we humans are a bit like that, we must live our “race” in the best way!

The sea could also be expressed in other art forms, such as sculpture, and in other styles, such as abstract: what does figurative oil painting have over other art forms?

I love all art forms and artistic expressions, but I find that oil painting has an edge for me. From a strictly technical point of view, I can say that oil paints have a particular brilliance and luminosity. Knowing the degree of coverage of the colours, you can create glazes, i.e. more or less transparent layers of colour, to ensure depth and brilliance and make the subjects come alive and realistic. Over the years I have developed a very personal painting technique, the basis of which goes back to the technique developed in the 15th century by the Flemish, who were in fact the first to proceed with successive layers of colour. From an emotional point of view, I can tell you that the choice of realism is essentially due to personal taste. I find that pictorial realism conveys direct, simple emotions to me, there is no need for strange lucubrations or interpretations. The subjects are simple, perhaps someone will say banal, but they give immediate and profound sensations.

Let’s talk about the future. You have already created small works of art and even bookmarks so that you can always carry your works with you: are you planning a change of direction for 2021, perhaps with the creation of very large works of art, or a real merchandising campaign?

I would say both! I am preparing a series of rather large canvases, very thick, 70 x 140 cm, which allow me to create subjects with a strong impact; the idea is to prepare several of them in anticipation of my next solo exhibition, which I will define at the end of this particular period. At the same time I would like to continue to create miniature works on small canvases or small boards, as well as works on paper and bookmarks; the aim is to have original hand-painted works with the same skill as the major works but cheap and affordable for everyone to allow anyone to have a small sea to take with them or to put on their desk in the office to colour their days.

Last question and perhaps the most intimate. Why are you an artist and in particular a painter? How important has art been in your life and especially in 2020, a catastrophic year for the whole world because of Covid-19?

This is perhaps the most difficult question to answer…. I think it is something innate, deeply rooted in me. As I said before, art has always attracted me, as soon as I had a pencil in my hand I started drawing and messing around, I enjoyed reproducing the covers of the rock records that accompanied me in my adolescence, or portraying the heroes of films or comics. Basically, for me it has always been a need, an outlet, a way to express myself and it still is, perhaps in a more mature and meditated way, but the spirit is always the same and I will never lose the desire to evolve and learn, curiosity is the basis of my passion. Art has saved me many times from sad and difficult moments, especially in 2020, when the lockdown and the pandemic has affected and limited us, art has allowed me to “travel” with my imagination and to vent all the doubts and fears related to this terrible situation. Thanks to people like you, art has not stopped and will not stop! Good art to everyone!

I would like to sincerely thank Gianluca Cremonesi for his kind intervention that has allowed us to make his artistic poetics known and, above all, I would like to thank him for the trust and support he transmits to the Contemporary Italian Art project in Holland. I invite you to take a look at the page dedicated to him on the website criticoarte.org where you can find the works present in the Netherlands: Gianluca Cremonesi – Italian art by ELisa Manzoni (criticoarte.org)

Domanda all’artista: Gianluca Cremonesi

Come dice un antico detto italiano, “Il tempo vola”, e difatti siamo già arrivati al quarto appuntamento della rubrica “Domanda all’artista”. Oggi abbiamo il piacere di avere come ospite Gianluca Cremonesi, giovane artista di Ripalta Cremasca (cittadina vicino a Milano), che ho conosciuto quasi per caso circa tre anni a Treviglio (in provincia di Bergamo): le sue opere attraggono immediatamente, anche l’osservatore più distratto, grazie al profondo valore artistico emozionale e alla grande e precisa tecnica di esecuzione dell’olio. Non stupisce che l’arte di Gianluca Cremonesi sia già presente in collezioni private in Italia, negli Stati Uniti, in Giappone, in Canada, in Finlandia, in Inghilterra, in Irlanda, in Australia, ad Hong Kong ed in Sudafrica, ed ora il suo obiettivo è di farsi conoscere anche in Olanda: proprio per questo ha accettato con grande entusiasmo sino dall’inizio di entrare a fare parte del progetto Arte Italiana Contemporanea in Olanda. Il pittore lombardo si è sempre interessato al mondo dell’arte e, dopo diverse sperimentazioni artistiche e grazie alla sua passione per la natura, la pittura realista ad olio ha conquistato definitivamente il suo cuore: in quest’ultimo periodo il soggetto prediletto da Gianluca Cremonesi è il mare, un mare in continua evoluzione e simbolo dell’infinito e dell’ignoto, che suscita emozioni e sensazioni contrastanti e che mostra lo spirito dell’artista.

Passiamo ora alle domande per conoscere più a fondo Gianluca Cremonesi:

Cosa pensa Gianluca Cremonesi, l’artista, mentre dipinge? In che mondo si trova mentre prende in mano il pennello e mischia i colori sulla tavolozza?

Devo dire che la risposta è in parte contenuta nella domanda: mi chiedi in che mondo mi trovo mentre dipingo, ebbene è proprio questo il segreto, mentre dipingo io vivo in un mondo tutto mio, un mondo sereno, tranquillo, dove ci sono solo io con i miei colori e una tela su cui raccontare le mie emozioni, a volte riesco ad immergermi così tanto nella tela da non accorgermi nemmeno di quello che succede attorno a me, come se ad un metro dal cavalletto il mondo diventasse sfocato.

Sei il pittore dell’ACQUA e i tuoi mari sono tutti diversi: come mai hai scelto questo soggetto, tanto difficile da eseguire, per la tua produzione artistica?

Credo che alla fine sia stato il mare a scegliere me! Mi sono appassionato all’arte fin da ragazzo e ho provato tante tecniche ed espressioni artistiche, ho dipinto tantissimi soggetti diversi; con la maturità ho capito che l’olio era la mia vera passione ed il medium che meglio si adattava al mio modo di dipingere, dopo diversi anni in cui ho dipinto principalmente soggetti ispirati al Giappone e alle sue tradizioni, un giorno mentre dipingevo uno scorcio di Okinawa (una delle tante isole del Giappone) mi sono trovato a dipingere delle onde e qualcosa è scattato in me, una sorta di colpo di fulmine, come se dipingere le onde fosse naturale e mi regalasse buone sensazioni… da lì non ho più smesso! Ovviamente alla base c’è un profondo amore per la natura, per il mare in particolare, che per me rappresenta una metafora della vita: le onde del mare sono paragonabili alla vita di un uomo, esse nascono, crescono, raggiungono il loro apice e poi inevitabilmente rotolano verso l’ultimo atto abbracciando la spiaggia, lasciando così posto all’onda successiva; noi esseri umani siamo un po’ così, dobbiamo vivere la nostra “corsa” nel migliore dei modi!

Il mare potrebbe essere espresso anche in altre forme d’arte, come ad esempio la scultura, ed in altri stili , come ad esempio l’astratto: cos’ha la pittura ad olio figurativa in più rispetto alle altre forme artistiche?

Amo tutte le forme d’arte e le espressioni artistiche, ma trovo che per me la pittura ad olio abbia una marcia in più. Da un punto di vista strettamente tecnico posso dire che i colori ad olio hanno una particolare brillantezza e luminosità, conoscendo il grado di coprenza dei colori si possono realizzare velature, cioè strati di colore più o meno trasparenti, per garantire profondità e brillantezza e rendere i soggetti vivi e realistici. Negli anni ho sviluppato una tecnica pittorica del tutto personale le cui basi risalgono alla tecnica sviluppata nel quattrocento dai fiamminghi che furono infatti i primi a procedere per successive velature di colore. Da un punto di vista emozionale ti posso dire che la scelta del realismo è dovuta essenzialmente ad un gusto personale, trovo che il realismo pittorico mi trasmetta emozioni dirette, semplici, non c’è bisogno di strane elucubrazioni o interpretazioni. I sogetti sono semplici, magari qualcuno dirà banali, ma regalano sensazioni immediate e profonde.

Parliamo di futuro. Hai già creato opere di piccolo formato e persino segnalibri per dare modo di portare sempre con sé le tue opere: per il 2021 hai in progetto invece un cambio di rotta magari con la creazione di opere di grandissime dimensioni oppure un vero e proprio merchandising?

Direi entrambe le cose! Sto preparando una serie di tele di dimensioni piuttosto grandi, ad alto spessore, di 70 x 140 cm. che mi permettono di creare soggetti di forte impatto; l’idea è di prepararne diverse in previsione della mia prossima personale che definirò al termine di questo periodo particolare. Allo stesso tempo vorrei continuare a realizzare opere in miniatura su piccole tele o su piccole tavole, oltre a opere su carta e segnalibri; lo scopo è di avere opere originali dipinte a mano con la stessa perizia delle opere maggiori ma economiche e alla portata di tutti per permettere a chiunque di avere un piccolo mare da portare con sé o da mettere sulla scrivania in ufficio per colorare le giornate.

Ultima domanda e forse la più intima. Perché sei un artista ed in particolare un pittore? Quanto ha avuto importanza l’arte nella tua vita e soprattutto nel 2020, anno catastrofico per l’intero mondo a causa del Covid-19?

Questa è forse la domanda più difficile a cui rispondere…. penso che sia qualcosa di innato, di profondamente radicato in me. Come dicevo prima l’arte mi ha attratto da sempre, appena avevo una matita in mano cominciavo a disegnare e pasticciare, mi divertivo a riprodurre le copertine dei dischi rock che mi hanno accompagnato nell’adolescenza, o a ritrarre gli eroi dei film o dei fumetti. In sostanza per me è stata sempre un’esigenza, uno sfogo, un modo per esprimermi e lo è tutt’ora, magari in modo più maturo e meditato, ma lo spirito è sempre lo stesso e non perderò mai la voglia di evolvermi ed imparare, la curiosità sta alla base della mia passione. L’arte mi ha salvato tante volte da momenti tristi e difficili, in particolare nel 2020, in cui il lockdown e la pandemia ci ha condizionato e limitato, l’arte mi ha permesso di “viaggiare” con la fantasia e di sfogare tutti i dubbi e le paure legate a questa terribile situazione. Grazie a persone come te, l’arte non si è fermata e non si fermerà! Buona arte a tutti!

Ringrazio di cuore la cortese disponibilità di Gianluca Cremonesi per il suo intervento che ha permesso di fare conoscere la sua poetica artistica e soprattutto ringrazio per la fiducia e il sostegno che trasmette al progetto Arte Italiana Contemporanea in Olanda. Invito a prendere visione della pagina a lui dedicata sul sito web criticoarte.org in cui potrete trovare le opere presenti sul territorio olandese: Gianluca Cremonesi – Italian art by ELisa Manzoni (criticoarte.org)