Domanda all’artista: Bianca Beghin

Siamo arrivati al terzultimo appuntamento con la rubrica Domanda all’artista ed oggi avremo il piacere di conoscere la pittrice Bianca Beghin, artista padovana che esalta nelle sue tele di grandi dimensioni le emozioni derivate dal contatto diretto con la Natura. La poetica artistica della pittrice si fonda di fatto sulle sensazioni percepite durante l’immersione completa nella natura (in particolare nei boschi) che diviene il mezzo per scaricare le tensioni e recuperare la pace interiore. Dall’interazione con la Natura nascono tele di grande impatto emotivo rese preziose dall’uso della tecnica mista, elaborata in anni di sperimentazioni, e dal sapiente uso del colore simbolico steso in maniera espressionista, che ricorda i tratti del movimento francese dei Fauves. Si può sostenere che, se la Natura è una poesia enigmatica come sostenne il francese Michel de Montaigne (1533-1592), Bianca Beghin ha trovato la giusta chiave di lettura e di interpretazione. Già presente in collezioni italiane, tedesche ed americane, Bianca Beghin è ora presente in Olanda con il progetto Arte Italiana Contemporanea in Olanda sostenuto dalla neo-Manzoni Kunst Galerie di Oosterwolde che ha lo scopo di portare a conoscenza dei collezionisti olandesi il meglio del panorama artistico italiano.

Passiamo finalmente alla chiacchierata con Bianca Beghin:

I tuoi lavori possono essere definiti espressionistici e liberano l’emozione del momento vissuta a contatto diretto con la Natura. Racconti ai lettori come nascono in dettaglio le tue tele?

Se consideriamo l’Espressionismo, la propensione ad esaltare al massimo il lato emotivo della realtà rispetto a quello percepibile oggettivamente, i miei lavori sono senz’altro espressionistici. Nelle mie opere, rappresento le emozioni che provo non solo a contatto con la Natura, ma anche nel rapporto con le persone. Amo camminare nei boschi ed in montagna, dove il silenzio mi circonda e l’anima è costretta a fermarsi e a riflettere. Ogni albero, ogni foglia trasmettono un fluido armonico e dolce che risana cuore e mente che mi rigenera. Accostarmi alla Natura, mi aiuta ad armonizzare la mia energia creando una giusta sintonia tra il mio essere spirituale e il mio corpo fisico. Cerco di fissare in immagini certi momenti, fotografo alberi che mi suscitano particolari emozioni che cerco di riportare sulla tela. Non mi interessa se l’albero non è oggettivamente reale, quello che voglio, è catturare degli istanti emotivi, esplorare i sentimenti, rappresentare i luoghi dell’anima: stupore, rimpianto, liberazione, elevazione, bellezza…

Parliamo del soggetto che rappresenti in modo espressionistico, quasi astratto: come mai la scelta è ricaduta sugli alberi ed in modo particolare sui tronchi?

L’albero è la metafora della vita. Come ogni persona nasce, cresce, si sviluppa, vive in pienezza l’età adulta, muore; ed è sempre un compagno, un confidente, un amico che mi segue nelle trasformazioni del mio vivere. L’uomo vive nella Natura e dovrebbe apprezzarla e impegnarsi affinché rimanga come valore comune, dovrebbe essere capace di sentire l’Armonia della Natura e coglierne le pulsioni interne. Inoltre, ho scelto l’albero perché è il simbolo della femminilità e della maternità. È madre sensibile e delicata, coraggiosa e magnetica. L’anima di ogni albero vibra ed è carica di trepidazioni, gioie, sconfitte, resilienza. Rifugiarsi nell’albero è come rifugiarsi nel grembo materno, sempre pronto ad accogliere e a rincuorare. Ecco perché i miei soggetti preferiti sono alberi e in particolar modo i tronchi, ancorati alla terra, tangibili, forti, come le emozioni che viviamo fisicamente.

Per quanto riguarda la tecnica che prediligi: come riesci a fare parlare gli alberi che rappresenti?

Punto molto sul colore che deve “parlare” ed essere capace di trasmettere emozioni, un colore che non è mai puro, ma sempre ottenuto da mescolanze varie, e adagiato sulla tela che viene prima preparata a riceverlo. Alcune volte, stendo una mano di gesso per creare uno sfondo più materico, altre, parto direttamente dalla grisaglia, che è un abbozzo monocromatico, adatto a individuare le zone di luce e ombra e modellarne i volumi. Procedo poi per velature e stendo il colore che così diventa più intenso, più profondo, pronto a raccontare emozioni. Anche i titoli trasmettono particolari sensazioni, non sono mai scelti a caso, ma pensati e studiati per valorizzare ed evidenziare sentimenti miei e riconducibili anche a ogni donna: Tenerezza, Strappi d’amore, Follia nell’aria, Abbraccio Illusione, Incantamento, Cercarsi, Impeto…

Gli artisti hanno sempre un dono speciale, ossia una grande e spiccata sensibilità che li porta a vedere al di là che si percepisce in prima istanza. Secondo la pittrice Bianca Beghin dove risiede la vera Bellezza?

La Bellezza? È l’armonia dei diversi, forme e colori; compito dell’artista è rendere visibile questa armonia. Non è una proprietà inerente all’opera, ma un dato soggettivo di percezione di piacere, indipendente dall’esistenza del soggetto rappresentato. E questa Armonia è in grado di suscitare riflessioni sulla propria esistenza in rapporto al mondo naturale.

Non sei un’accademica ma ciò non vuole dire assolutamente non essere un’ottima artista. I tuoi percorsi di studi umanistici come hanno influenzato la tua poetica artistica?

Essere autodidatta non significa essere priva di conoscenze artistiche. Queste si possono ottenere con molto studio, attraverso percorsi individuali o seguendo corsi con maestri riconosciuti. Ritengo che la mia formazione umanistica abbia sicuramente influenzato la mia arte, soprattutto perché mi ha insegnato il valore della conoscenza, dello studio, della ricerca. Studiare letteratura, storia, filosofia mi ha aiutato a capire meglio il mondo che mi circonda, ad apprezzare il contatto con la natura e ad avere una sensibilità maggiore quando si deve trasmettere sulla tela emozioni e sentimenti.

Ringrazio Bianca Beghin per il tempo che ci ha gentilmente concesso e per averci dato modo di entrare maggiormente nella sua visione artistica personale che ci avvicina di più alla Natura e all’animo emotivo di ognuno di noi. Ricordo ai lettori che potrete visionare la pagina a lei dedicata su www.criticoarte.org/galleria-gallery/bianca-beghin/