Claudio Caporaso. De beeldhouwer PRO-WOMEN

In een tijd waarin vrouwen het verlies van hun rechten en vrijheid, dat in de twintigste eeuw moeizaam tot stand kwam, steeds meer waarnemen, heeft Claudio Caporaso, de nu bij het grote publiek en de critici bekende beeldhouwer van vrouwen, besloten het DND – DO NOT DISTURB- project te promoten om het publiek bewust te maken van de kwestie van de vrouw en om een einde te maken aan deze onzorgvuldige golf van regressie van rechten en psychologisch en fysiek geweld tegen het eerlijke geslacht. Dankzij een reizende tentoonstelling die verschillende Italiaanse en Europese steden zal raken, zal Claudio Caporaso tien bronzen beelden tentoonstellen waarbij tien vrouwen brutaal worden vastgebonden en geketend aan een grote hand die de mannelijke kracht en kracht symboliseert. Bij deze tien werken zal de kunstenaar vervolgens tien sculpturen uitvoeren die Moederwerken heten en die, als openbare werken of monumenten, zullen worden gebruikt om geld in te zamelen om te worden gedoneerd aan Verenigingen die strijden voor vrouwenrechten.
Van de tien voorgestelde vrouwenfiguren zal er slechts één niet tegen haar beul vechten voor haar vrijheid; integendeel, ze zal blijven zitten, passief, rustig en gecomponeerd aan de grote open hand die haar niet tegenhoudt: ze is het zelf die besloten heeft gebonden te blijven, misschien omdat ze op haar redder wacht of misschien omdat de troost van haar situatie niet zo hecht is als voor andere vrouwen die integendeel worstelen om die haatdragende ketenen te doorbreken en zo een grote pathos van ritmische bewegingen tonen. Zoals in al haar producties is de kunstenares niet te vergelijken met andere hedendaagse beeldhouwers en dus is ze dankzij haar precieze en zorgvuldige techniek en haar culturele achtergrond in staat om de lijn van vormen schoon en anatomisch correct te maken, een naturalistische en sensuele lijn waarin alle vrouwelijkheid van het lichaam met grote expressieve en suggestieve effectiviteit wordt verheven in een constante zoektocht naar ruimtelijke dynamiek.

Voor meer informatie over de kunstenaar kunt u zijn website bezoeken.

Te zien in de Galleria SpazioPorpora in Milaan van 20 tot 28 oktober 2020, via Porpora 16, “Colori d’artista”.
Opening op uitnodiging op dinsdag 20 oktober h. 18.00/20.00 uur.
Openingstijden: maandag t/m vrijdag van 15.30 tot 18.30 uur.

Claudio Caporaso. The sculptor PRO-WOMEN

In a historical period in which women are increasingly observing the loss of their rights and freedom, which was laboriously achieved in the twentieth century, Claudio Caporaso, the sculptor of women now known to the general public and critics, has decided to promote the DND – DO NOT DISTURB- project to raise public awareness of the issue of women and to stop this careless wave of regression of rights and psychological and physical violence against the fair sex. Thanks to a travelling exhibition that will touch several Italian and European cities, Claudio Caporaso will exhibit ten bronze sculptures where ten women are brutally tied and chained to a large hand symbolizing male power and strength. In addition to these ten works, the artist will then execute ten sculptures known as Mothers’ Works which, becoming public works or monuments, will be used to raise funds to be donated to Associations fighting for women’s rights.
Of the ten female figures presented, only one will not fight against her executioner for her freedom; on the contrary, she will remain seated, passive, calm and composed on the large open hand that does not hold her back: it is she herself who has decided to remain tied up, perhaps because she is waiting for her savior or perhaps because the comfort of her situation is not as tight as it is for other women who, on the contrary, struggle to break those hateful chains, thus showing a great pathos of rhythmic movements. As in all his production, the artist is not comparable to other contemporary sculptors and so, thanks to his precise and careful technique and his cultural background, he is able to make the line of forms clean and anatomically correct, a naturalistic and sensual line in which all the femininity of the body is exalted with great expressive and evocative effectiveness in a constant search for spatial dynamism.

For more information about the artist you can visit his website .

On show “Colori d’artista” at the SpazioPorpora Gallery in Milan from 20 to 28 October 2020, via Porpora 16.
Opening by invitation on Tuesday 20 October h. 18.00/20.00.
Opening hours: Monday-Friday 3.30 p.m. to 6.30 p.m.

Claudio Caporaso. Lo scultore PRO-WOMEN

IMG-20191129-WA0012

In un periodo storico in cui la donna osserva sempre di più il venire meno dei suoi diritti e della sua libertà faticosamente raggiunta nel XX secolo, Claudio Caporaso, lo scultore delle donne ormai noto al grande pubblico e alla critica, ha deciso di promuovere il progetto DND – DO NOT DISTURB- per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema femminile e per fermare questa incurante ondata di regressione dei diritti e di violenza psicologica e fisica sul gentil sesso. Grazie ad una mostra itinerante che toccherà diverse città italiane ed europee, Claudio Caporaso esporrà dieci sculture bronzee dove dieci donne sono brutalmente legate ed incatenate ad una grande mano che simboleggia il potere e la forza maschile. A queste dieci opere, l’artista eseguirà poi altrettante dieci sculture dette Opere madri che, divenendo opere pubbliche o monumenti, serviranno per la raccolta fondi da donare alle Associazioni che si battono per i diritti della donna.
Delle dieci figure femminili presentate solo una non combatterà contro il suo carnefice per la sua libertà anzi, rimarrà seduta, passiva, calma e composta sulla grande mano aperta che non la trattiene: è lei stessa che ha deciso di rimanere legata forse perché è in attesa del suo salvatore o forse perché la comodità della sua situazione non le sta stretta come alle altre donne che invece si dimenano incalzanti, si agitano proprio per spezzare quelle odiose catene, mostrando in tal modo un grande pathos di movimenti ritmici. Come in tutta la sua produzione, l’artista non è comparabile ad altri scultori contemporanei e così, grazie alla sua precisa ed attenta tecnica e al suo bagaglio culturale, è in grado di rendere la linea delle forme pulita ed anatomicamente corretta, una linea naturalistica e sensuale in cui tutta la femminilità del corpo viene esaltata con grande efficacia espressiva ed evocativa in una costante ricerca del dinamismo spaziale.

IMG-20191129-WA0031

Febbraio 2020
Dott.ssa Elisa Manzoni
Storico e critico dell’arte

http://www.claudiocaporaso.it

Mascetti da Monvalle. Il Principe del monocromo

 

nudo in rosso
Nudo in rosso

Grazie ad una giovinezza libera e senza schemi, ricca di esperienze che lo portarono anche sulla via della pittura informale-astratta nella Milano degli anni sessanta, il maestro Gigi Mascetti, conosciuto come Mascetti da Monvalle dall’omonimo Lido sul Lago Maggiore, si è velocemente affermato negli ambienti artistici per la sua lodevole capacità di creare immagini realistiche e figurative modellate da uno studiato chiaro-scuro monocromatico, sia che esse rappresentino paesaggi naturalistici sia fascinose donne nude dall’identità sconosciuta, “regine non vergini del nostro paradiso terrestre” come le descrisse Giorgio Falossi.
Ed è proprio questo gioco di chiari e scuri, simili ai primi daguerrotipi ottocenteschi (ovvero il primo procedimento fotografico per lo sviluppo delle immagini messo a punto nel 1839 dal francese Daguerre), il tratto distintivo di Mascetti. Il variare delle tonalità calde e dense, come le terre di Siena, i marroni, i rossi, gli ocra e gli aranci, forniscono l’occasione di fare emergere da uno scuro fondale brunito i luminosi profili dei soggetti preferiti del pittore, ossia le morbide e sinuose forme femminili cariche di bellezza, di sensualità e di mistero che ricordano vagamente le protagoniste delle opere di Franz von Stuck (1863-1928), capofila nel 1892 della Secessione di Monaco.

composizione primaverile
Composizione primaverile

La tecnica esecutiva di Gigi Mascetti, unica nel suo genere, vuole rimanere celata. Possiamo solo rivelare che sino dagli anni settanta, partendo da diversi studi fotografici eseguiti da lui stesso alle proprie modelle (tutte dotate di parrucche per mantenere l’anonimato), il maestro diventò il portavoce e il “cantore” della donna, come scrisse Grazia Chiesa. Dopo la preparazione della tela con colori caldi e terrosi di ascendenza caravaggesca, ideali per rendere al meglio la sua idea di donna come egli stesso confessa, Mascetti procede per sottrazione tramite graffi e incisioni per delineare la figura che verrà poi completata da continue velature bianche e tono su tono, tipiche del Rinascimento italiano e del Seicento fiammingo, dando così sia la luminosità evanescente che la qualità ottica caratteristica delle sue opere.

petali
Petali

Un’arte che con il suo gioco di “vedo e non vedo” esalta nello stesso tempo la purezza, la grazia, l’armonia, l’eleganza, la bellezza, la pudicizia e la sensualità della donna, simbolo di maternità, di terra, di fisicità, di seduzione, di sentimenti e di emozioni. E’ molto importante sottolineare che, sebbene svestite, le donne rappresentate da Gigi Mascetti non sono mai volgari anzi, grazie all’alternarsi del chiaro-scuro, possiedono un aura poetica e filosofica: sono un vero e proprio memento mori moderno che ricorda la preziosità del tempo, la giovinezza e la vita stessa che vengono fissate sulla tela.
Per concludere Gigi da Monvalle non si è mai soffermato nelle sue opere su precise descrizioni ambientali preferendo altresì fondali scuri e surreali: solo nella sua ultima produzione si è dedicato all’inserimento di elementi naturali come fiori, farfalle e animali palustri, anch’essi con rilevanti significati simbolici di Vanitas.
Il maestro Gigi Mascetti è un’artista legato alla propria terra, il quale deve essere ammirato ed apprezzato per la sua grande capacità di trasmettere questo amore nelle sue tele monocromatiche di complessa esecuzione, uniche nel loro genere.

Dott.ssa Elisa Manzoni
critico d’arte

mascetti2
8-16 dicembre 2012, Arora, Sala Moro, mostra organizzata da CanoviArte