Domanda all’artista: Maurizio Brambilla

Sono passati dodici anni da quando ho avuto il piacere e l’onore di conoscere il maestro milanese Maurizio Brambilla: grazie alla sua guida e ai suoi consigli ho intrapreso i primi passi nel campo della critica d’arte ancora prima della laurea specialistica in Storia e critica dell’arte ottenuta all’Università Statale di Milano. Le prime presentazioni alle mostre personali ed in quelle collettive, le prime critiche d’arte contemporanea, la redazione dei primi cataloghi d’arte le devo a Maurizio Brambilla che in dodici anni mi ha fatto respirare Arte di qualità, mi ha cresciuta ed accompagnata in un mondo competitivo e di difficile gestione. Sono passati gli anni per me e sono passati anche per il Maestro, il quale ha completamente rivoluzionato la cromia della sua poetica artistica non tradendo il suo personale Realismo Magico: nella nuova produzione artistica, l’osservatore inizia difatti un viaggio tra il reale e la visione onirica verso un mondo completamente trascendentale. L’artista milanese è già presente in collezioni private in Italia, Svizzera, Francia e Germania, ed ora è pronto per il mercato olandese: le sue opere sono ospitate di fatti alla neo Manzoni Kunst Galerie di Oosterwolde e prendono parte al progetto Arte Italiana Contemporanea in Olanda.

Ma passiamo finalmente a conoscere in maestro Maurizio Brambilla:

Ci conosciamo da tanti anni ma solo ultimamente hai cambiato completamente sia la palette dei tuoi colori, da cromie intense e brillanti ad una monocromia più spirituale, sia la tecnica pittorica, da olio ad acrilico smaltato: a cosa è dovuto questo radicale cambiamento? Raccontaci.

Dopo anni di pittura ho portato con me la magia della scoperta continua. Se il mio linguaggio espressivo precedente riusciva a raggiungere chiunque attraverso una figurazione comprensibile, in questa mia ultima produzione di quadri ho approfondito delle riflessioni e cerco costantemente di comunicare pittoricamente allo spettatore delle emozioni/ragionamenti. Inizialmente tutto sembra un gioco ma, se ci soffermiamo e osserviamo attentamente queste mie semplici immagini, le emozioni trovano la strada per evadere dalla nostra prigione e lo fanno recando un bagaglio di simboli: come l’infinito “alfa e omega”, il doppio paradiso, la natura, l’artificio e la rinascita, ecc. C’è una continuità di soggetti/oggetti ma ho rimosso molti colori nel segno della sperimentazione e per una crescita stilistica, in termini di raffinatezza. Negli ultimi anni affronto una consistente perdita della verità coloristica: le nuove tele sono infatti quasi monocromatiche e giocano ancora di più su un aspetto introspettivo e poetico.

Le tue opere sono simboliche e metaforiche. Qual è il messaggio profondo che vuoi trasmettere con opere così surreali e metafisiche? Non hai timore che l’odierno pubblico non comprenda sino in fondo il tuo intento?

La narrazione è il fondamento della comunicazione, dell’identità e della memoria: la vita contemporanea, è il frutto della perdita della narrazione. La pittura ci offre la possibilità di ricominciare, di ripartire da uno spunto, da un’immagine, da una linea di orizzonte o da un punto di fuga, da un colore, da una nuova disposizione delle forme della quotidianità. Ricominciare accettando di pensare, di fantasticare, di stabilire connessioni. Nell’apparente semplicità delle mie composizioni e labirinti, la parola chiave è “emozione”.

Le tue tele sono studiate nei minimi dettagli e hanno sottili riferimenti storici ed artistici che sono davvero molto attuali e contemporanei. Come scegli la simbologia più adatta da inserire?

L’immagine è la risorsa che ci permette di uscire dai limiti della realtà, di sfruttare un richiamo, una luce per arrivare verso un altro orizzonte, espandersi in un altro spazio. Uno spunto diventa nei miei quadri la narrazione, di metafore della vita in generale. La parola chiave è visionarietà. I miei soggetti emergono dalle forme e dai colori di una realtà quotidiana. Una volta liberati dall’uso quotidiano e purificati, essi rinascono in un’altra realtà, parallela alla realtà stessa, assumendo un significato diverso. La mia ricerca è regolata dallo sguardo interiore. Uno spazio definito o non definito da cui si sprigionano le mie immagini, fatte con oggetti anche quotidiani (scatole, barattoli, parallelepipedi, coni, labirinti, sfere, carte) che sprigionano una luce propria immersi in una nebbia padana che avvolge la composizione del quadro. Le mie idee nascono dalla realtà quotidiana, le forme e i colori tono su tono mi interessano se non nel momento in cui evocano dentro di me qualcosa di completamente diverso o illuminato di luce nuova, diffusa nel creare un’emozione del mio vissuto e della mia storia.

Ti pongo una domanda filosofica che credo possa spiegare tutta la tua poetica fondata sul Realismo Magico: cos’è per te l’Armonia?

In questi ultimi anni di lavoro mi sono ripulito dai colori convenzionali delle cose e delle figure per rendere più importante la luce/ombre e rendere una raffigurazione quasi sospesa del silenzio, un insediamento lontano del pensiero, l’esserci quanto tutto appare già trascorso, quando il rumore del mondo ormai non giunge più e un respiro appena sillabato è il solito bene prezioso che resiste. Così mi piace vedere in questi ultimi lavori l’incontro con un frammento di mondo che si organizza sotto i nostri occhi. Perché l’idea, il concetto che voglio esprimere è quello di dare vita e vitalità a queste mie rappresentazioni pittoriche. La vitalità non è un attributo fisico o organico, è la vita spirituale interiore: la pittura non è il luogo del nulla ma la manifestazione dell’esistenza.

Parliamo di futuro e di progetti. Come procede il Gruppo dei 6 – Eoykos che ho avuto modo di presentare anni fa a Milano? Ci sono nuove date da segnare in agenda?

Il Gruppo dei 6 Eoykos è fermo per le ragioni che tutti sappiamo. L’ultima esposizione del gruppo si è svolta ad Annely Alta Savoia Francia (stand n° 74). Speriamo di ripartire quando tutto ritornerà quasi alla normalità. Nel frattempo, ho venduto nel 2019/20 n° 2 quadri alla Casa d’Asta Ambrosiana Arte a Milano con molta soddisfazione. In merito alle mie mostre personali cercherò di organizzarle entro la fine dell’anno: forse Praga, Milano e Mantova. A fine anno 2021 uscirà la mia IV monografia con molta soddisfazione perché verranno inseriti gli ultimi tre anni di questo mio nuovo modo di dipingere: il titolo della monografia sarà “Labirinti e Composizioni dell’Anima“.

Ringrazio di cuore il Maestro Maurizio Brambilla per la collaborazione e l’attenzione nel rispondere alle domande. Ricordo ai lettori che saranno sempre i benvenuti alla Manzoni Kunst Galerie di Oosterwolde e potranno visionare on line le opere del Maestro anche su www.criticoarte.org/galleria-gallery/maurizio-brambilla/. Opere di grande valore storico e pittorico, di alta qualità esecutiva, a prezzi davvero alla portata di tutti.

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